Donnafugata

   

Giacomo Rallo e la moglie Gabriella nel 1983 danno vita ad un nuovo progetto produttivo: Donnafugata.
Un’avventura che prende l’avvio dalle storiche cantine di famiglia a Marsala e dalle vigne di Contessa Entellina nel cuore della Sicilia. L'ambizioso progetto nasce da una famiglia che ha sempre creduto nelle straordinarie potenzialità enologiche della propria terra e che conta 150 anni di esperienza nel vino di qualità.
Donnafugata è produrre vini di qualità, rispettando l'ambiente e valorizzando il territorio.

 

Un territorio straordinario e ricco di fascino. A colpire sono i colori e la luce di un paesaggio unico, il microclima ottimale, il rispetto per l'ambiente e le tradizioni. Il cuore pulsante e il centro strategico dell'azienda sono le antiche cantine di Marsala. Costruite nel 1851 dal capostipite della famiglia, sono interamente restaurate e funzionali ed hanno mantenuto integro tutto il loro fascino, pur diventando una realtà produttiva tecnologicamente avanzata. Sono fornite di un sistema elettronico informatizzato per il controllo delle fermentazioni dei mosti e per il monitoraggio delle temperature durante il periodo di affinamento in barriques ed in bottiglia.Tutti gli ambienti di stoccaggio sono termocondizionati e coibentati per ottenere il massimo risparmio energetico.
I processi di cantina prevedono l’utilizzo di tecnologie semplici e sempre più rispettose delle qualità intrinseche di uve, mosti e vini. L’esame organolettico conferma che la qualità ottenuta sia rispondente alle caratteristiche del territorio e del frutto di origine. Lo staff tecnico di Donnafugata, tenuto conto delle peculiarità dei vitigni e dei vini da ottenere, segue i mosti in fermentazione, i vini in affinamento in vasca ed in barriques, prima e dopo l’imbottigliamento mediante degustazioni continue. Vengono così verificati costantemente tutti i parametri di produzione e qualità e decisi gli aggiustamenti ai processi in corso, in vigna ed in cantina, per innalzare anno dopo anno la qualità dei vini. Le esperienze acquisite nelle precedenti annate, guidano le scelte della squadra impegnata sul campo fino all’assaggio delle uve in pre-raccolta.
L’attenzione si focalizza sull’interazione della vigna con l’ambiente e punta al raggiungimento del frutto più ricco e complesso possibile. La viticoltura così concepita, mira a “leggere” con passione e sensibilità la vigna per raccogliere l’uva al suo apice qualitativo.

 

MILLE E UNA NOTTE

Nobile versione del Nero d’Avola, dall’impenetrabile rosso rubino. L’avvolgenza olfattiva ci abbraccia con sentori fruttati, dolci e maturi, ma non cotti, note balsamiche e floreali di violetta su lieve accento di tabacco in chiusura. Vino che mostra grande struttura al gusto e notevole personalità. L’alcol si fonde nel morbido tannino in un convincente equilibrio. La rispondenza gusto-olfattiva è lunga e perfetta.

Abbinamenti:
Ottimo con piatti  molto  elaborati, di  carni  rosse e con sughi  arricchiti  di spezie. Da  provare   anche  su  formaggi,  montone  al forno,  braciole  di   vitello  e   agnello.

Uve: Nero d’Avola 90%, altre varietà autoctone 10%.
Allevamento a controspalliera e potatura a cordone speronato. Densità d’impianto 5.000 ceppi per ettaro e produzione di circa 40 q.li/ha. Terreno di medio impasto.

Vinificazione: le uve, raccolte in settembre, vengono vinificate in acciaio, con macerazione sulle bucce per circa 12 giorni, alla temperatura di 26-30°C. A fermentazione malolattica svolta, il vino passa in barriques di rovere francese prevalentemente per 14-16 mesi, e poi affina in bottiglia almeno 12 mesi.

Stappare la bottiglia un paio d'ore prima e servire in ampi calici. Ottimo a 16–18°C.

Curiosità: il palazzo illustrato in etichetta è quello dove si rifugiò la regina Maria Carolina in fuga da Napoli e fu la casa preferita dello scrittore Tomasi di Lampedusa a Santa Margherita Belice. Gabriella Anca Rallo ne cattura l’immagine e la incastona in un cielo da "Mille e una Notte" pieno di stelle e ricco di promesse.

Grazie alla sua potenziale longevità, potrà essere, molto a lungo, un grande testimonial del suo terroir e dell’eccellente millesimo. Prima annata: 1995.
Non vi resta che seguire i consigli di Giacomo Rallo e degustare questo splendido vino che non deve assolutamente mancare nella vostra cantina!

Intervista a Giacomo Rallo